La copertina

Ho pensato molto a come realizzare la copertina. Naturalmente, essendo il titolo L’Inferno di Dan Haligher non poteva mancare lui, il protagonista, Dan, con il suo completo scuro e la cravatta svolazzante, come un personaggio delle Iene di Tarantino. E poi non poteva mancare un’immagine, anche simbolica, dell’inferno in cui Dan si ritrova a compiere il suo viaggio, cioè la metropoli di Florence city, che lo risucchia nel suo vortice di degrado e aberrazione.

Volevo rendere l’idea di un uomo solo, perduto nella città…

Un uomo solo, che sprofonda nell’abisso della disperazione

Un uomo solo, che cade nel baratro dell’inferno metropolitano

E’ stato allora che mi è venuta in mente l’immagine del finale di Die hard o Trappola di cristallo, un film di Mc Tiernan del 1988 con Bruce Willis: nella scena che volevo citare il cattivo, interpretato da un bravissimo Alan Rickman, cade da un grattacielo, e la telecamera lo inquadra dall’alto verso il basso, rendendo particolarmente bene l’effetto del vuoto che si spalanca dietro di lui.

Ecco, avevo trovato la copertina: Dan che precipita nella rete costituita dalle linee dei grattacieli, come racconta la prefazione del testo, in cui Dan fa un incubo spaventoso che lo vede cadere nella tela di un’enorme tarantola.

Il grafico, Giordano Maini, ha aggiunto un tocco di rosso, che richiama l’idea delle fiamme infernali e la composizione è risultata perfetta.

O, almeno, a me piace.

Non vedo l’ora di immaginare e realizzare le prossime copertine…

Come è nato L’Inferno di Dan Haligher?

wall dan haligher

L‘Inferno di Dan Haligher è nato dalla fusione di tre grandi passioni: la prima, la più antica, è quella per il disegno, che si è rivelata quando ero ancora bambino ed è cresciuta nel tempo, fino a divenire un’ossessione, quasi una malattia; la seconda, dell’adolescenza, è quella per Dante e la sua Divina Commedia, che ho conosciuto a scuola, sui banchi del liceo e poi dell’università, e in seguito ho continuato a divulgare come insegnante; la terza, più recente, è quella per le serie televisive, che in questi ultimi anni hanno costituito un’interessante novità nell’ambito della narrazione, integrando il ruolo più tradizionale del cinema e della letteratura.

L’idea di llustrare Dante ho cominciato a coltivarla già dal liceo, ma l’ipotesi di confrontarmi con i grandi illustartori sia del passato (Botticelli, Blake, Doré, ecc.) che del presente (Dalì, Guttuso, Mattotti e altri) mi inibiva fortemente, e quindi il progetto di una “mia” Commedia è sprofondato nell’abisso dei sogni irrealizzati, sopra il quale pensavo che il mar si fosse richiuso in maniera definitiva.
Qualche anno fa, però, a seguito della visione di alcune serie televisive alle quali mi ero appassionato, da True detective a Trono di spade, da Breaking bad a Homeland ed altre, mi è venuta l’intuizione di leggere Dante in maniera nuova, attualizzando i suoi contenuti, come un prodotto di narrazione seriale. Da allora quel tarlo ha scavato nella mia immaginazione fino a farmi partorire questo progetto, un po’ folle, lo riconosco, di una riscrittura in chiave contemporanea dell’Inferno dantesco, illustrato sotto forma di graphic novel.

E così ho cominciato a lavorarci, attingendo l’ispirazione non solo dagli immortatli versi del Poeta, ma anche dal cinema, dai telefilm americani, dai nuovi fumetti o graphic novel, come si dice adesso, che hanno rivitalizzato il mondo della narrazione per immagini, e ho alla fine realizzato i primi 5 canti o capitoli o puntate di questa opera che ho intitolato L’Inferno di Dan Haligher.
Dan Haligher è naturalemente Dante Alighieri, musa ispiratrice ancora oggi di tante storie, a distanza di 700 anni dalla sua scomparsa; a conferma del fatto, se mai ce fosse bisogno, che il suo messaggio è sempre attuale e la forza della sua lingua continua a parlare anche a noi, uomini del XXI secolo.
Il mio, pertanto, non è che un omaggio, un umile gesto di devozione e di gratitudine, che spero di poter condividere con tutti coloro che già amano Dante o semplicemente vogliono conoscerlo, per vivere una straordinaria avventura.