La copertina

Ho pensato molto a come realizzare la copertina. Naturalmente, essendo il titolo L’Inferno di Dan Haligher non poteva mancare lui, il protagonista, Dan, con il suo completo scuro e la cravatta svolazzante, come un personaggio delle Iene di Tarantino. E poi non poteva mancare un’immagine, anche simbolica, dell’inferno in cui Dan si ritrova a compiere il suo viaggio, cioè la metropoli di Florence city, che lo risucchia nel suo vortice di degrado e aberrazione.

Volevo rendere l’idea di un uomo solo, perduto nella città…

Un uomo solo, che sprofonda nell’abisso della disperazione

Un uomo solo, che cade nel baratro dell’inferno metropolitano

E’ stato allora che mi è venuta in mente l’immagine del finale di Die hard o Trappola di cristallo, un film di Mc Tiernan del 1988 con Bruce Willis: nella scena che volevo citare il cattivo, interpretato da un bravissimo Alan Rickman, cade da un grattacielo, e la telecamera lo inquadra dall’alto verso il basso, rendendo particolarmente bene l’effetto del vuoto che si spalanca dietro di lui.

Ecco, avevo trovato la copertina: Dan che precipita nella rete costituita dalle linee dei grattacieli, come racconta la prefazione del testo, in cui Dan fa un incubo spaventoso che lo vede cadere nella tela di un’enorme tarantola.

Il grafico, Giordano Maini, ha aggiunto un tocco di rosso, che richiama l’idea delle fiamme infernali e la composizione è risultata perfetta.

O, almeno, a me piace.

Non vedo l’ora di immaginare e realizzare le prossime copertine…

I mostri dell’Inferno

Un aspetto divertente, ma non facile da realizzare, di questa mia trasposizione dell’Inferno dantesco nel mondo contemporaneo, è stato sicuramente quello relativo ai mostri dell’aldilà. Nei primi 5 canti compaiono 2 creature mostruose, “diverse“, come dice il Poeta: Caronte, il traghettatore delle anime dannate,  e Minosse, il giudice infernale incaricato di assegnare alle anime le pene corrispondenti alle loro colpe.

Sono stati da me trasformati in questo modo:

Caronte è il bigliettaio-controllore della stazione della metropolitana di Acheron, quartiere malfamato di Florence city… E’ un vecchio terribile che spinge nelle carrozze le povere anime dei pendolari e con una paletta colpisce i ritardatari, insultandoli pesantemente

Minosse è il presentatore-giudice di un talent show… Ascolta le esibizioni dei poveri malcapitati, avvolge intorno a loro il filo del microfono e li sprofonda giù per una botola che si apre ai loro piedi dopo ogni esibizione (come in una nota trasmissione televisiva).

Nei canti successivi Dan incontra altri mostri. Ve ne anticipo due:

Cerbero, il mostro a tre teste, si è trasformato in un gruppo di tre vigilantes, sporchi e barbuti, che minacciano e insultano i golosi avventori di un fast-food… Virgil ne placa l’ira gettando nelle loro fauci affamate una manciata di patatine fritte prese da un tavolo

Pluto è il portiere del casinò dove si trovano gli avari e i prodighi… E’ elegante, nel suo doppiopetto blu, la camicia a righe e la cravatta a pallini, ma ha la faccia di un lupo famelico, di un licantropo, pronto ad azzannare la preda.

Forse sono meno mostruosi degli originali e fanno sicuramente meno paura, ma non sono meno inquietanti. Prendere palettate sulla schiena nella ressa di una stazione metropolitana, o farsi insultare da un vigilante mentre si è in fila in un fast food per consumare il proprio cheese-burger, mentre piove che Dio la manda, be’, non deve essere piacevole…