La copertina

Ho pensato molto a come realizzare la copertina. Naturalmente, essendo il titolo L’Inferno di Dan Haligher non poteva mancare lui, il protagonista, Dan, con il suo completo scuro e la cravatta svolazzante, come un personaggio delle Iene di Tarantino. E poi non poteva mancare un’immagine, anche simbolica, dell’inferno in cui Dan si ritrova a compiere il suo viaggio, cioè la metropoli di Florence city, che lo risucchia nel suo vortice di degrado e aberrazione.

Volevo rendere l’idea di un uomo solo, perduto nella città…

Un uomo solo, che sprofonda nell’abisso della disperazione

Un uomo solo, che cade nel baratro dell’inferno metropolitano

E’ stato allora che mi è venuta in mente l’immagine del finale di Die hard o Trappola di cristallo, un film di Mc Tiernan del 1988 con Bruce Willis: nella scena che volevo citare il cattivo, interpretato da un bravissimo Alan Rickman, cade da un grattacielo, e la telecamera lo inquadra dall’alto verso il basso, rendendo particolarmente bene l’effetto del vuoto che si spalanca dietro di lui.

Ecco, avevo trovato la copertina: Dan che precipita nella rete costituita dalle linee dei grattacieli, come racconta la prefazione del testo, in cui Dan fa un incubo spaventoso che lo vede cadere nella tela di un’enorme tarantola.

Il grafico, Giordano Maini, ha aggiunto un tocco di rosso, che richiama l’idea delle fiamme infernali e la composizione è risultata perfetta.

O, almeno, a me piace.

Non vedo l’ora di immaginare e realizzare le prossime copertine…