Come è nato L’Inferno di Dan Haligher?

L‘Inferno di Dan Haligher è nato dalla fusione di tre grandi passioni: la prima, la più antica, è quella per il disegno, che si è rivelata quando ero ancora bambino ed è cresciuta nel tempo, fino a divenire un’ossessione, quasi una malattia; la seconda, dell’adolescenza, è quella per Dante e la sua Divina Commedia, che ho conosciuto a scuola, sui banchi del liceo e poi dell’università, e in seguito ho continuato a divulgare come insegnante; la terza, più recente, è quella per le serie televisive, che in questi ultimi anni hanno costituito un’interessante novità nell’ambito della narrazione, integrando il ruolo più tradizionale del cinema e della letteratura.

L’idea di llustrare Dante ho cominciato a coltivarla già dal liceo, ma l’ipotesi di confrontarmi con i grandi illustartori sia del passato (Botticelli, Blake, Doré, ecc.) che del presente (Dalì, Guttuso, Mattotti e altri) mi inibiva fortemente, e quindi il progetto di una “mia” Commedia è sprofondato nell’abisso dei sogni irrealizzati, sopra il quale pensavo che il mar si fosse richiuso in maniera definitiva.
Qualche anno fa, però, a seguito della visione di alcune serie televisive alle quali mi ero appassionato, da True detective a Trono di spade, da Breaking bad a Homeland ed altre, mi è venuta l’intuizione di leggere Dante in maniera nuova, attualizzando i suoi contenuti, come un prodotto di narrazione seriale. Da allora quel tarlo ha scavato nella mia immaginazione fino a farmi partorire questo progetto, un po’ folle, lo riconosco, di una riscrittura in chiave contemporanea dell’Inferno dantesco, illustrato sotto forma di graphic novel.

E così ho cominciato a lavorarci, attingendo l’ispirazione non solo dagli immortatli versi del Poeta, ma anche dal cinema, dai telefilm americani, dai nuovi fumetti o graphic novel, come si dice adesso, che hanno rivitalizzato il mondo della narrazione per immagini, e ho alla fine realizzato i primi 5 canti o capitoli o puntate di questa opera che ho intitolato L’Inferno di Dan Haligher.
Dan Haligher è naturalemente Dante Alighieri, musa ispiratrice ancora oggi di tante storie, a distanza di 700 anni dalla sua scomparsa; a conferma del fatto, se mai ce fosse bisogno, che il suo messaggio è sempre attuale e la forza della sua lingua continua a parlare anche a noi, uomini del XXI secolo.
Il mio, pertanto, non è che un omaggio, un umile gesto di devozione e di gratitudine, che spero di poter condividere con tutti coloro che già amano Dante o semplicemente vogliono conoscerlo, per vivere una straordinaria avventura.