Cortina d’Ampezzo, Libreria Sovilla, esposizione permanente

Olii, smalti e disegni di Gerardo Lunatici ]I fossili, in quanto forme organiche impresse nella sostanza minerale, suscitano una forte reazione emotiva, in virtù del loro straordinario effetto plastico, capace di andare ben al di là del loro, pur alto, valore scientifico. Anche per questo motivo esercitano un grande fascino su un vasto pubblico, composto di collezionisti e appassionati di tutte le età.

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Ma quali sono i segreti di questo successo così diffuso e trasversale?

Innanzitutto il valore del tempo.

Queste forme di vita, infatti, grazie a circostanze casuali ed eccezionali, sono state fissate per l’eternità nell’attimo della loro morte, trasformate in impronte incancellabili della vita.
Il tempo, che solitamente tutto trasforma (o distrugge), qui si è fermato, si è “pietrificato”, cogliendo inesorabilmente l’ultimo guizzo di vita, l’ultimo respiro, che sembra ancora vibrare nella materia.

I fossili, in questo modo, hanno dunque sconfitto il tempo e, conseguentemente, la morte.

Il loro secondo motivo di fascino rimanda alle loro caratteriche plastiche e figurative.

I fossili sono già in sé opere d’arte, capolavori di scultura, pittura e grafica, realizzate da quel sommo artista che è la natura. Così nei fossili si fondono e compenetrano l’arte e la natura, in una rara sintesi di caso e necessità che diventano “forma”.

Ma questo è esattamente ciò che avviene in ogni processo creativo.
Per me, dunque, dipingere questo soggetto è stato un po’ come ripercorrere il cammino che ha portato la natura stessa alla creazione dei fossili…

In primo luogo la stesura della materia e delle polveri; poi il gesto, a far vibrare le forme disponendole come in una danza; infine il colore, a riaccenderne la vita e infondervi il respiro, in una sorta di processo alchemico che trasforma l’informe in ordine, il caos in poesia.