LA MEMORIA E L’OBLIO – ciclo di conferenze per immagini
– un anno di incontri con l’arte –

Questo ciclo di conferenze – una per ciascun mese dell’anno esclusi quelli estivi – costituisce non solo un percorso storico e cronologico, quanto piuttosto un emozionante itinerario artistico e culturale che tocca le principali festività, celebrazioni o ricorrenze che abitualmente ogni anno incontriamo lungo il nostro calendario.

Si tratta infatti di un ciclo di appuntamenti suddivisi in tre ambiti principali: quello riferito alle festività religiose, quello riguardante le celebrazioni cosiddette “civili” e, infine, quello rappresentato da appuntamenti legati alle tradizioni popolari.

Ed è interessante, credo, attribuire a ciascuna di queste ricorrenze eguale significato simbolico, perché, come suggerisce e anticipa il titolo del ciclo di conferenze “La memoria e l’Oblio”, ciascun momento di celebrazione collettiva ha una sua profonda ragion d’essere, possiede radici profonde nel tempo e diffuse nello spazio, sia che si tratti di ricorrenze religiose che civili o anche semplicemente popolari.

La forza e la vitalità di una società si possono infatti misurare dalla capacità di ricordare, celebrare e dare il giusto significato ai momenti più importanti della propria civiltà e della propria storia (anche a quelli più tragici e dolorosi), e, insieme, dalla capacità di “dimenticare” seppur temporaneamente gli aspetti più onerosi e impegnativi dell’esistenza, consentendo a ciascuno attraverso la festa, il divertimento o la trasgressione di rifornirsi di leggerezza, trasporto e gioia, per esorcizzare e sdrammatizzare quegli stessi momenti e poterli dunque attraversare con sufficiente forza.

La memoria e l’oblio sono dunque solo i “filtri” con cui in ciascun periodo storico le civiltà e i singoli individui hanno vissuto e affrontato questi momenti, riunendosi sempre e comunque nel giorno della loro ricorrenza.

Il filo conduttore con cui vengono proposti questi incontri è quello appunto dell’Arte e la sua Storia, così che ciascuno possa approfondire tali ricorrenze “leggendo” le opere d’arte in chiave simbolica e culturale, al fine di ritrovare il senso profondo e a volte nascosto della festa, al di là dei riti che il consumismo impone.

Il Giorno della Memoria rivissuto nei disegni di Aldo Carpi, il Carnevale nell’interpretazione di Brueghel, la Festa della Donna ripensata a partire dall’esperienza di Frida Kahlo, e via di questo passo sino al giorno del Natale, raffigurato dagli artisti di ogni epoca, diventano così occasione di piacevole riflessione per approfondire il senso del nostro vivere nella Storia e nel Tempo.


PITTORI A TAVOLA – ciclo di conferenze per immagini
IL cibo nella storia dell’arte e della pittura

Ultime cene, banchetti nuziali, colazioni sull’erba, composizioni barocche di crostacei e frutta tra le argenterie più sfarzose…

Olii, semi di lino, fondi di caffè, chiare d’uovo… ingredienti consueti non solo alla tavola, per dipingere scene di caccia, nature morte animali e vegetali, tavole di nobili imbandite a festa, cucine del popolo con niente di più del necessario: in ogni epoca e periodo i pittori che hanno fatto grande la storia dell’arte hanno rappresentato il primo e forse più importante atto, non solo di sopravvivenza, dell’uomo: il nutrirsi.

Argomenti trattati negli incontri:

Primo incontro

– Simbologia del cibo nella pittura
– L’Ultima Cena
– Banchetti e Tavolate

Secondo incontro

– Gli “ingredienti” della pittura
– Le nature morte
– Il brindisi

Ogni incontro è composto da una parte narrativa e da una parte esemplificativa, con la riproduzione di opere d’arte e particolari significativi dei vari temi trattati.